E’ possibile staccarsi dal riscaldamento centralizzato?

Ci sono una serie di motivazioni che potrebbero indurre il proprietario di un appartamento in condominio, dov’è presente un impianto di riscaldamento centralizzato, a staccarsi e scegliere un sistema di riscaldamento autonomo. Beh sicuramente si spende troppo e si vuole risparmiare, per cui se avete deciso di staccarvi dal  riscaldamento centralizzato dovete conoscere le procedure e le leggi da rispettare per procedere al distacco! Cerchiamo di vederlo insieme, come fare, a chi rivolgerci, quanto costa e tanto altro!

Differenza tra riscaldamento centralizzato e termoautonomo!

Sappiamo tutti che per rendere più confortevole un’abitazione l’impianto di riscaldamento è un’elemento fondamentale. Quando la propria casa si trova integrata all’interno di un condominio, il riscaldamento può essere di due tipologie: autonomo o centralizzato.

La differenza sta nel fatto che con quello autonomo  la caldaia e l’impianto di riscaldamento, sono installati all’interno di ciascun appartamento e ogni condominio si occuperà, in maniera autonoma, della sua gestione. Potrà decidere quando accenderlo o spegnerlo, quale temperatura impostare e chiaramente, le spese riguardanti i consumi e la manutenzione, saranno completamente a suo carico. In quello centralizzato, invece, viene installata un’unica caldaia per tutti gli appartamenti che ricevono il calore emanato dai rispettivi caloriferi, grazie ad un sistema di tubazioni che si dirama per tutto il condominio. La gestione di questo sistema di riscaldamento è comune e la suddivisione della spesa, secondo normativa, sarà effettuata in proporzione alla quota di proprietà di ciascun condomino, espressa in millesimi.

Come funziona il riscaldamento centralizzato?

L’impianto centralizzato di riscaldamento rappresenta una parte comune del condominio. Si tratta di un impianto di riscaldamento unico, comune a tutti: nessuno deve pagare ogni mese o a bimestre il riscaldamento e l’acqua sanitaria nella propria bolletta personale perché i costi sono compresi nelle spese condominiali mensili. Le caldaie centralizzate sono solitamente alimentate a gasolio o a metano, il vantaggio che presentano risiede nella maggiore efficienza, essendo più grandi di quelle che vengono installate individualmente nei singoli appartamenti, cosa che garantisce dei costi per il consumo energetico, più bassi a parità di calore erogato.

 

 

Ma conviene davvero staccarsi e perchè?

Cerchiamo di farci un’idea dando uno sguardo agli svantaggi del riscaldamento centralizzato:

-Il periodo di attivazione e disattivazione del sistema, ovvero il numero massimo di ore di funzionamento giornaliero dello stesso, sono regolati per legge, in base alle sei diverse zone climatiche in cui i Comuni italiani sono suddivisi. Ciò è previsto per favorire il massimo risparmio, su scala nazionale, di luce e gas.

– Gli orari di funzionamento giornaliero sono prestabiliti, in parte dalla norma, e in parte sono oggetto di accordo tra i condomini . Tali orari potrebbero non essere adeguati alle proprie esigenze: per motivi di lavoro infatti, ci si potrebbe trovare fuori casa proprio quando il riscaldamento è attivo, ed essere in casa quando lo stesso è spento, generando situazioni di estremo disagio a causa del freddo, specialmente nelle regioni più a nord.

– Le spese legate al consumo energetico dovranno essere pagate, anche se non si fruisce del calore nelle fasce orarie individuate per il funzionamento.

– Se nel condominio sono presenti condomini morosi, il costo di coloro che pagano regolarmente verrebbe incrementato delle quote mancanti.

– I sistemi di riscaldamento autonomi sono molto più appetibili rispetto a quelli centralizzati, quindi la presenza di questi ultimi potrebbe penalizzare il valore di mercato dell’immobile, anche nel caso in cui si volesse vendere l’appartamento.

Staccarsi dal riscaldamento centralizzato: la normativa!

Per la tranquillità di tutti è possibile staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato  secondo la normativa vigente  e precisamente secondo l’articolo 1118 del codice civile, modificato a seguito della riforma riguardante il condominio, introdotta con la Legge 220 del 2012.

A decorrere dal 18 giugno 2013, il comma 4 dell’art. 1118 del c.c. prevede che il condomino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento , se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini e non danneggia l’equilibrio termico dell’edificio.

Ma come avviene il distacco?

Colui che che desidera staccarsi dal riscaldamento centralizzato potrà sicuramente farlo , ma sarà tenuto ad adempiere ad alcune formalità, per rendere la sua operazione regolare sotto il profilo normativo e corretto verso gli altri inquilini.

– Per prima cosa è necessario formalizzare la propria decisione, mediante apposita comunicazione da inoltrare all’amministratore condominiale. Tale comunicazione, per essere legittima, dovrà essere sottoscritta con un’apposita perizia rilasciata da un professionista abilitato attestante che il distacco, ribadisco e come già detto,  non comporta squilibri o aggravi di spesa per gli altri condomini, proprio come previsto dal c. 4 art. 1118 c.c.

– L’amministratore condominiale porterà a conoscenza gli altri condomini di tale comunicazione durante l’assemblea condominiale. I partecipanti non saranno chiamati a decidere se il singolo può distaccarsi o meno dall’impianto centralizzato, ma potranno solo prendere visione della perizia e al massimo opporsi presentandone una propria che potrebbe dimostrare gli impatti negativi per il condominio.

– Il distaccante avrà l’obbligo di provvedere all’installazione di appositi sistemi di evacuazione dei fumi di combustione, come una canna fumaria, con sbocco sopra il tetto alla quota prevista dalla normativa vigente. Inoltre, dovrà dotarsi di caldaia autonoma e installare il proprio impianto all’ interno all’appartamento.

Subito dopo il distacco, il condomino ovviamente non partecipa più alle spese per i consumi, ma partecipa a quelle di manutenzione straordinaria, di messa a norma dell’impianto centrale e alle eventuali spese di consumo se il distacco non ha ridotto i costi degli altri condòmini (Cassazione 30.04.2014 n. 9526).

Come risparmiare se volete staccarvi dall’impianto di riscaldamento centralizzato?

Prima di affidare l’incarico ad una ditta, che realizzerà il definitivo distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato, è opportuno richiedere più di un preventivo.

Grazie al confronto tra più offerte sarà possibile individuare quell’impresa che offre le migliori garanzie al minor prezzo e sarà possibile riuscire a risparmiare, senza dover rinunciare ad un lavoro realizzato “a regola d’arte”.

Inoltre, nel caso si decida di installare una caldaia attivata da fonti energetiche rinnovabili, sarà possibile beneficiare delle detrazioni fiscali previste dall’ Ecobonus e recuperare fino al 65% della spesa sostenuta.

Costi per il distacco?

A conti fatti, diciamo che, la parcella emessa dal tecnico specializzato, che dovrà elaborare la diagnosi energetica riguarderà non solo l’impianto del proprio appartamento, ma anche quello dell’intero edificio.

L’ammontare dipenderà dal professionista e dalla zona di riferimento, si può orientativamente pensare che lo stesso possa aggirarsi intorno agli 800,00 € – 1.000,00 €.

Le spese da sostenere per l’acquisto della caldaia da installare in casa si aggira intorno € 1300,00/€ 1800,00  anche se il mercato offre modelli di ultima generazione, digitali e adatti a “sistemi casa domotici con prezzi intorno ai 2.500,00 € – 3.000,00 €.

Come consigliamo sempre, fare più preventivi vi permetterà di scegliere tra le varie proposte quella migliore. E non dimenticate di chiedere un preventivo a Italstroy, azienda professionale e attenta al cliente e alle sue esigenze, per un preventivo senza impegno.
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